La PA.

Leggo, via feed, il post di Due Chiacchiere: “destra o sinistra? no, indietro” che cita il pezzo di Repubblica sulla dura vita lavorativa nella pubblica amministrazione.
Io, osservo con i miei occhi, e vivo quell’esperienza, ogni mattina, da circa 20 giorni.
Lavoro come auditor - revisore dei conti - “in servizio” (fortunatamente temporaneo) presso una azienda municipalizzata del Comune di Roma.
La dura vita degli impiegati è la seguente: si timbra alle 8.30 e si riesce; oppure si va in una pausa caffè, fino alle 9.15.
Poi, finalmente, si sale alla postazione lavorativa, si accende il PC, la radio, e si “inizia a lavorare”. Alle 10.30 è l’ora della pausa sigaretta e caffè, fino alle 11.15.
Alle 12.45 è pausa pranzo (spontanea e non autorizzata). Le porte delle stanze si chiudono, si spande un buon profumo e… si pranza… ovviamente, non posso essere ricevuto.
Alle 14.00, pausa pranzo ufficiale, fino alle 15.00; poi pausa caffè (non ufficiale), fino alle 15.15.
Alle 17.00 si spegne il tutto e si va davanti al tornello, perché l’uscita è alle 17.30, dopo una lunga (e dura) giornata di lavoro.
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Certo ci sono persone che lavorano. Poche.
Questa è la pubblica amministrazione vista da una nuova generazione.

Correre.


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Don’t stop. Never.

Revisione.

L’attività di revisione di un bilancio di una società consiste nel cercare le cosidette “conferme esterne“. Un nome altisonante per descrivere un meccanismo banale, e che ognuno di noi mette in pratica tutti i giorni: ottenere certezza attraverso richieste a terzi.
Per l’attività di revisione le risposte sono fondamentali; tuttavia il numero delle risposte ottenute spesso è addirittura inferiore al 20%, alle volte prossimo allo 0. I paradossi sono due:

  • Tranne per pochi soggetti - quali le banche e i legali (che percepiscono una lauta fees)- non esiste alcun obbligo contrattuale di risposta
  • Le lettere sono inviate in formato cartaceo, e dunque necessitano di essere imbustate e spedite. (Questa intensa e formativa attività, non è svolta dalle segretarie o da pensionati, ma da giovani laureati).

Sarebbe, a mio avviso, molto più efficiente, pratico, rapido ed economico, una email inviata tramite posta elettronica certificata. Si ha la garanzia che sia stata ricevuta ed ha un costo prossimo allo zero; oltre che ad avere un impatto ambientale nullo (Di ogni lettera inviata ne vengono prodotte 4 copie: 2 vengono spedite, 1 viene archiviata - rigorosamente in formato cartaceo - dalla società di revisione; 1 viene archiviata - in quanto protocollata - dalla società)

A quando questa elementare innovazione?

1 dominio. In regalo.

TopHost
Riprendo spunto (leggasi: copio) l’idea di Camu, e regalo un dominio.
Le condizioni: le stesse di 2chiacchiere.it

Visto che a me non serve, ho deciso di regalare al più veloce e meritevole quest’opportunità: entro il 3 Aprile, contattami per richiedere il codice promozionale. Per rendere la cosa più interessante, la richiesta dovrà riportare anche una descrizione del sito che vuoi realizzare, dopo aver acquistato il nuovo dominio. L’idea più interessante, a mio insindacabile parere, riceverà in regalo il codice e la mia assistenza per attivare lo spazio.